venerdì, 10 luglio 2009

Il guardiano

 

Stasera nella linea di confine
che divide il cielo dalla terra
non vedo il guardiano della malinconia
che protegge gli umori della mia vita.
Forse si e' assentato per un istante
non posso credere che mi abbia abbandonato.
Sento uno strano timore di perdere
quelle bellissime isole emotive
che accolgono le letizie dei tuoi sorrisi
ed i profumi dei tuoi seni.
La paura di restare solo
mi fa provare la bizzarra sensazione
di camminare sopra un viale di petali di rosa
senza la mano della sposa.
Nella penombra della stanza
la tua assenza la scorgo
sopra i muri che trasudano la tristezza dei miei occhi.

Ovidio

 

 

Sono trascorsi quattro anni dal giorno in cui Ovidio pubblicò la sua poesia "Il Guardiano" nel suo blog. Ricordo ancora quando Ovidio entrò, per caso, nel primo blog, nell'estate 2004. Blog che avevo creato nel mio sito, in Texas. Mi ero affacciato da poco nel mondo della "blogosfera" e dei social network... E' stato un caro amico in questo "luogo". E ho deciso di ricordarlo, oggi, con questa poesia. Che la vita ti sorrida, ovunque tu sia.

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giovedì, 09 luglio 2009

I padroni della vita (Adriano Sofri, 10 luglio 2008)



QUANTI modi ci sono di essere padri. C'è l'avviso terribile che il vecchio Taras Bul'ba pronuncia all'indirizzo del figlio: "Io ti ho dato la vita, e io te la tolgo". Padri cosacchi di tanti secoli fa, persuasi di aver messo loro al mondo i figli, e di dover punire il loro tradimento levandoli dal mondo.
Ce ne sono ancora tanti, padri così. E madri silenziose, invisibili. Ieri, quando la sentenza di una Corte d'appello, preparata da un orientamento della Cassazione, ha liberato due cittadini italiani dall'incubo più sconvolgente che possa sperimentare persona umana, il padre di Eluana - possiamo chiamarla tutti così, con una confidenza affettuosa, almeno a questo sono serviti sedici anni di agonia - ha risposto a chi gli chiedeva che cosa sarebbe avvenuto adesso: "La medicina l'ha fatto, la medicina metterà fine". La medicina ha preteso di darle la vita, la medicina gliela toglierà.

In realtà, una medicina piegata a un assolutismo dell'autorità statale e della morale dogmatica e delle procedure di routine ha finto una vita e ha negato la morte che era sua - "l'ora della nostra morte" - a una giovane donna, emulando, contro il fine cui medicina e amore per il prossimo devono ispirarsi, la ferocia patriarcale di un atman cosacco. Il signor Beppino Englaro e la sua moglie erano restati per più di due anni, giorno e notte, al capezzale della loro figlia meravigliosa, "la creatura più splendida che abbia conosciuto", come dice il padre. Poi, quando non c'è stata più speranza, per quattordici anni - quattordici anni - hanno chiesto alla società e alle sue autorità, mediche, giudiziarie, di opinione, di riconoscere due cose incontrovertibili. Che lo "stato vegetativo" di Eluana era irreversibile, e che dunque qualsiasi cura non era che accanimento straordinario, protrazione di un'agonia senza scampo. E che Eluana aveva espresso lucidamente e inequivocabilmente la propria volontà, quando il destino l'aveva portata, nella stessa rianimazione che avrebbe accolto lei, a misurarsi con la disgrazia di un giovane amico. Per quattordici anni, e una tormentosa sequela di processi e sentenze, i signori Englaro hanno aspettato che la società e le sue autorità riconoscessero la propria stessa legge, e hanno sacrificato a questa tremenda attesa la legge stessa dell'umanità, che viene prima e sopra quell'altra, e che ai loro occhi non si era mai offuscata.

Ancora una volta, attraverso una famiglia, la legge dell'amore si è misurata con quella dello Stato, e di una religione che non dovrebbe essere di Stato, e la legge dell'amore ha tenacemente atteso, fino all'abnegazione. Ha voluto quello che le spettava: "la luce del sole". Non c'è stata sfida, questa volta, non il gesto comprensibile e forse perfino ammirevole che tagliasse corto e separasse le persone dallo Stato, e nemmeno il compromesso tacito e ipocrita che tanto spesso supplisce all'ottusità: c'è stata una pazienza che dovrebbe chiamarsi eroica, se le stesse parole troppo forti non le fossero estranee. Ascoltavo le risposte di Beppino Englaro ieri, sul sito di questo giornale, ed ero spaventato da una calma ragionevole e argomentante appena sotto la quale si sentiva una tempesta. ("Quando la vedo, spaccherei il mondo", aveva detto, dieci anni fa). Un importante monsignore ieri ha voluto invitare a una "minor emotività"! Ha voluto ancora evocare appelli e impugnazioni e annullamenti e ripensamenti, ha voluto ancora chiamare col nome oltraggioso di eutanasia la ratifica di una fine che si è consumata un immemorabile tempo fa. Come davanti alle porte del tempio di Welby, si sente la mancanza di quell'appello: Dio li perdoni.
Per tutti questi anni il signor Englaro ha aspettato di poter usare il minuscolo avverbio "più", e ieri l'ha fatto. Che cosa pensa delle polemiche? - gli chiedevano.

"Non mi toccano più. Non mi riguardano più". Più - ecco la parola della liberazione. D'ora in poi, ha detto, questa torna a essere una vicenda puramente famigliare. Gli hanno chiesto: "E chi vorrà vedere, a chi vorrà essere vicino in un momento come questo?". "Mi basta e mi avanza mia moglie". Era impressionante e grandioso il modo barbaro d'esser padre di Taras Bul'ba, è bellissimo il modo d'esser madre e padre dei signori Englaro - quel dire a voce bassa: "Io sono mia figlia". Mi auguro che la volontà di discrezione non faccia dispiacere loro il sentimento col quale tanti di noi hanno accolto la sentenza di ieri, ma è un fatto che quando il caso, e quel caso speciale e traditore che è la disgrazia, mette a fuoco persone che si sarebbero tenute nella propria cerchia privata, se ne ricava una soggezione tanto più turbante per il contrasto con lo spettacolo pubblico e le sue quotidiane lotterie di capodanno. "Siamo orgogliosi di vivere in uno Stato di diritto", ha detto ancora il signor Englaro. Anche questa è una frase da incidere, in questo momento, e a contrasto con questo momento. E si è guardato dal dire che cos'era fino a ieri, questo Stato, quando sentenziava di inchiodare senza fine al suo letto quel "purosangue della libertà" che era stata Eluana.

Le questioni di vita e di morte andavano di traverso alla politica, che preferiva lasciarle a stregoni, preti e medici, salvo che nella propria versione specializzata, le questioni di guerra e di pace - cioé di guerra. Ora che non può farne a meno, ora che la vita dei vecchi non vuole più finire, e le macchine fanno miracoli, e i corpi benestanti vogliono assicurarsi corpi di scorta, la politica non può più voltare la testa dall'altra parte. Ma continua a farlo. A riconvocare certezze di preti, obiezioni d'incoscienza di medici, intime discrezioni di magistrati, unguenti di stregoni.


Riflessione di Adriano Sofri, tratta da laRepubblica.it, 10 luglio 2008. Scritta il giorno successivo della sentenza della Corte di Appello Civile di Milano che autorizzava Beppino Englaro, padre di Eluana, ad interrompere il trattamento di idratazione e alimentazione coatte, per "mancanza della benché minima possibilità di un qualche, sia pure flebile, recupero della coscienza e di ritorno ad una percezione del mondo esterno".

Lo pubblico oggi, anniversario della sentenza, perché già allora avevo trovato le riflessioni di Adriano Sofri interessanti e illuminanti.

Eluana Englaro alla fine ha vinto la sua battaglia. E' l'ultimo post dedicato a Eluana.

 

sentenza
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mercoledì, 08 luglio 2009

World Builder



World Builder, di Bruce Branit







oppure, su YouTube:

World Builder

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martedì, 07 luglio 2009

La Meta non è la fine del viaggio, ma è il Viaggio stesso









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Via e meta coincidono. Non c'è differenza. >>

laviasplendente, 19 maggio 2009







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Ad un certo punto del tuo cammino, ti fermi, e t'accorgi di colpo che il mondo, le cose, i luoghi, in esso contenuti, non sono qui perché tu possa conoscerli.


Ma sei TU qui, perché TU possa conoscere te stesso.


Ecco allora che cambi strada, imbocchi un nuovo sentiero, e così la strada sulla quale hai camminato prima, trascolora e ti pare solo una bella ma stupida illusione.


Il sogno di una notte.


E allora a volte sei triste, e ti guardi indietro.


 


... Ma poi, camminando un altro un po', accade che tu realizzi un'altra cosa ancora.


E questa nuova scoperta ha il sapore della gioia: la differenza tra le due strade, è essa stessa...  ... un'illusione.

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laviasplendente, 27 giugno 2009









Noctiluca scintillanslaviasplendente, 20 aprile 2009






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Ma allora, maestro, come potrò riconoscere se il gesto di qualcuno è mosso dall'ego, piuttosto che dal sé?

È più importante che tu lo riconosca in te, Luigino. Guardati dentro, e osserva se c'è luce.

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laviasplendente, 27 giugno 2009








Oggi Luna Nuova alle 11:23, in Italia. Da oggi fino al 22 luglio 2009 il blog è accessibile a tutti.

martedì, 30 giugno 2009

Il flusso della vita



La vita, la vita… o il flusso della vita…

Ho letto da qualche parte in proposito che la Natura funziona senza alcun sforzo, nell’incoscienza del pieno abbandono. Il principio è quello della minima azione, della non resistenza.

Se osservo la Natura al lavoro mi accorgo che in effetti lei segue la strada del minimo sforzo.

L’erba non cerca di crescere, cresce. I pesci non cercano di nuotare, nuotano. I fiori non cercano di fiorire, fioriscono. Gli uccelli non cercano di volare, volano. Obbediscono la loro natura intrinseca .

La terra non si sforza di girare intorno al suo asse, è nella natura della terra di girare ad una velocità vertiginosa attraverso lo spazio. Dare calore è nella natura del sole. La natura delle stelle è anche quella di brillare… la Naturanon chiede a se stessa, non guarda al passato nè tantomeno al futuro, semplicemente è se stessa, è “azione” sempre all’opera, mai assente e per nulla corrotta.

Possiamo imparare dalla natura a seguire la strada della non resistenza che è l’intelligenza ordinata. Un combinazione tra accettazione, responsabilità e abbandono, per seguire il flusso della vita...

Ma come si mette in pratica questa meravigliosa combinazione?

L’accettazione è “semplicemente” accogliere le cose cosi come sono, che non significa non sperare o agire perchè siano diverse nel futuro, ma ora, qui, in questo preciso momento le accetto cosi come sono.

La responsabilità nasce dallo sforzo di non incolpare nessuno...questa presa di coscienza crea lo spazio necessario per trovare una risposta creativa alla situazione che sto’ vivendo (ogni difficoltà contiene il seme dell’opportunità !) E’ quel tipo di attenzione lucida che permette di intuire il momento giusto per trasfomare in meglio una situazione, per cogliere una soluzione che la mente impigliata nelle sue abituali connessioni non riesce a cogliere...

L’abbandono è smettere di stare sulla difensiva  e accettare il presente evitando la resistenza, scegliere di essere flessibili come il giunco che sopravvive perchè si piega sotto la tempesta.

Ecco la strada da cui deriva  l’intelligenza della Natura che si manifesta senza frizione, senza sforzo...

Un po’ esoterico? Forse...ma è proprio nell’aspetto misterioso del tutto che la vita a volte ci sorprende...



Il post è tratto dal blog di bySoleLuna, 3 giugno 2009.
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categorie: riflessioni, spiritualità
mercoledì, 24 giugno 2009

Campagna contro razzismo e omofobia

{B}Arci, deputati contro il razzimo: il manifesto{/B}

Manifesto della campagna contro il razzismo e l'omofobia. L'immagine verrà affisso in tutta Italia ed è stata realizzata con il contribuito del fotografo Marco Delogu e i deputati Anna Paola Concia e Jean Leonard Touadì
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categorie: cultura, riflessioni, societa, educazione civica

Sulla riva del fiume




E sono nel mondo mentre la tua assenza mi accompagna


E giro, barcollo, cado, mi rialzo, vado e torno


Su ogni impronta tracciata, in ogni sguardo dato


Nel soffio leggero di ogni sogno bisbigliato


Segretamente seduto in angolo della memoria


La tua ombra discreta mi accompagna


E quando mi batte nel cuore  a tradimento


Non temo piu nulla e piu nulla mi tocca.


Nessuno indovina i sentieri di campagna


Che percorro fino a Te sotto il sole in fiore


Che portano i miei passi in riva al fiume


Dove il tuo sorriso mi accoglie senza domande.


E ritorno nel mondo, con la tua assenza che vive in me


La mia vita legata alla tua storia dall’amore che ci ha legato.




 

 

 


il post è tratto dal blog di bySoleLuna, 19 maggio 2009

lunedì, 22 giugno 2009

X - La Ruota della Fortuna

http://www.griseldaonline.it/foto/checcoli/6D-%20burne-jones-la-ruota-della-fortuna-1875-83-parigi-museo-d%27orsay.jpg
Sir Edward Burne-Jones, La Ruota della Fortuna


<<

Divenire consapevoli e sapienti apre la porta della saggezza. Cosa può esserci oltre se non lo stato contemplativo che è in sé e di per sé felicità?


Quando ognuno di noi, nella sua individualità, raggiunge il 'proprio SE', è automaticamente collegato con il 'SE collettivo', che è la matrice di ogni cosa esistente e non esistente.


>>


Dal 17 giugno il blog "Dove osano i delfini" è strettamente personale. Il blog si avvia alla sua definitiva conclusione. Alcuni degli ultimi post saranno, comunque sia, accessibili a tutti, anche a chi non è membro.

Solstizio d'Estate il 21 giugno 2009 alle 7:46 (in Italia). Luna Nuova il 22 giugno alle 21:36 (secondo l'Osservatorio Astronomico di Bologna)
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categorie: anima
domenica, 07 giugno 2009

Cambiamenti

http://www.funconero.it/uploads/Image/binari.jpg



Elezioni in Italia e in Europa. Qualunque sarà il risultato, dopo non sarà più come prima. Una nuova pagina di Storia sta per essere scritta. E l'Italia dovrà impegnarsi seriamente, e con strategie valide, per non restare fuori dal gioco.

Abbiamo votato, ieri pomeriggio dopo pranzo. Anche la mia anziana mamma, che abbiamo accompagnato al seggio. Aveva le idee chiare, nonostante sia prossima ai novant'anni.


Oggi è Luna Piena, alle 18:12 UTC (20:12 in Italia). La Chiesa Cattolica celebra la Solennità della Santissima Trinità (domenica successiva alla Pentecoste). Giovedì 11 giugno è Corpus Domini (celebrato nelle chiese italiane domenica prossima, 14 giugno).

Il blog "Dove osano i delfini" rispetterà una pausa di quindici giorni. Quindi, il blog entrerà nella sua fase conclusiva, prevista per fine luglio. Appuntamento a lunedì 22 giugno.
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categorie: riflessioni
martedì, 02 giugno 2009

Festa della Repubblica

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/1e/Festa_della_republica_2005_con_frecce_tricolori.jpg

Frecce Tricolori


Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricordato, in occasione della Festa della Repubblica, che "i valori, divenuti principi della Costituzione repubblicana di democrazia, libertà, uguaglianza e giustizia, sono oggi, ancora più che mai, condizione e guida per la costruzione di un'Italia coesa, prospera e solidale", ed esorta l'Italia ad essere "sempre più elemento propulsivo di un'Europa finalmente unita, ancora una volta protagonista dello sviluppo economico e del progresso sociale, civile e culturale della comunità internazionale".

"Il 2 giugno si celebra la proclamazione della Repubblica, passaggio decisivo nel lungo e travagliato cammino storico che l'Italia ha dovuto percorrere per poter fare definitivamente propri i principi di democrazia, libertà, uguaglianza e giustizia sui quali si fonda la nostra Costituzione". Oggi, sottolinea Napolitano, "le forze armate non sono più concepite al servizio di pretese nazionalistiche e disegni di aggressione, ma come strumento di cooperazione per la costruzione e il mantenimento della pace e della sicurezza collettiva".

Siamo in prossimità delle Elezioni. Ho trovato un'immagine della Domenica del Corriere, che aveva dedicato la prima pagina alle elezioni del 25 maggio 1958. Sotto l'immagine si legge:

25 maggio, elezioni politiche. Trentatré milioni di uomini e donne sono chiamati a scegliere i 596 deputati e i 237 senatori che comporranno il terzo Parlamento della Repubblica. Votare è un dovere. Dal responso delle urne dipenderà il futuro del nostro Paese e del nostro Popolo. Walter Molino in una tavola di carattere allegorico, raffigura l'Italia che dà l'esempio presentandosi, per prima, a un seggio elettorale per deporre la propria scheda.


Per avere informazioni sui candidati alle elezioni europee (ma anche locali per ogni stato): www.micandidate.eu



Le affermazioni di Giorgio Napolitano sono tratte dal sito online di Repubblica. L'immagine delle "frecce tricolori" è tratta da Wikipedia.
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categorie: societa, educazione civica


Chiaro di Luna



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